Pdf-Art.DUDALIMMUNITA-042020

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11 Aprile 2020 Filip Dudal D.O. Institute for Functional Medicine Certified
Practitioner (IFMCP) USA
Parole chiavi: Auto-immunità, Immunità, Rinforzare Immunità, Virus, Coronavirus, SARS-CoV-2, Infezione Virale, Polmonite, Febbre, Batteri, Tipizzazione Linfocitaria, Test delle Difese Immunita- rie, Linfociti, Stress Ossidativo, Vitamina, Flora Intestinale, Microbiota, Ormoni, Stile di Vita, NCD. DIFESA IMMUNITARIA Come funziona – Il test per valutarla – Cosa la sostiene – Cosa la rende vulnerabile – Come rinforzarla.
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In un momento di epidemia o pandemia alcuni si ammalano e altri no. Alcuni si ammalano in modo lieve e altri in modo gravissimo. Per esempio, nel caso di un aggressione virale, alcune persone avvertiranno un po’ di mal di gola con tosse e una lieve febbre, altri perderanno anche il senso del gusto, del- l’olfatto e si sentiranno deboli e stanchi. Altri invece potranno sviluppare una polmonite che potrebbe diventare anche letale. Alcuni non avranno conse- guenze nel tempo, altri invece, svilupperanno manifestazioni sistemiche che potranno durare per anni fin tanto che non saranno riconosciute come corre- late all’iniziale infezione. Risulta pertanto evidente che è lo stato della difesa immunitaria e la sua vulnerabilità che fanno la differenza.
COME FUNZIONA La difesa immunitaria ha quattro funzioni principali:
– proteggere contro agenti patogeni esterni (virus, batteri, funghi e parassiti.) – espellere e detossificare l’organismo da tossine e agenti inquinanti (fuliggi- ne, idrocarburi, metalli pesanti, solventi, medicinali, droghe, coloranti, con- servanti, plastiche, polveri sottili, eccessi alimentari, etc…). – proteggere e correggere errori interni di programmazione cellulare che pos- sono recare danno all’organismo intero (cancro e auto-immunità). – partecipare alla riparazione dei tessuti, delle cellule e delle molecole dan- neggiate (per esempio ferite, danni alle membrane cellulari e al DNA).
Una nazione che difende le sue frontiere, attiva in modo innato e permanente una serie di barriere ed è consapevole che deve mantenerle in buone condi- zioni. Tale attività viene qualificata come “innata” perché non si basa sulla memoria delle aggressioni precedenti, ma su un’identità che trova le sue ra- dici nel patrimonio culturale accumulato nel tempo. Inoltre, istituisce posti di blocco che vengono difesi da corpi che sono formati per sorvegliare un’even- tuale intrusione. Altri corpi specializzati pattugliano lungo le frontiere aria, ter- ra e mare. Potendo fare riferimento alla metafora del sistema difensivo di una nazione per illustrare meglio quello del nostro organismo. Il sistema immunitario defi- nito “Innato” dispone di barriere naturali come la pelle, la saliva, la mucosa nasale, le lacrime, la mucosa vaginale e la mucosa bronchiale. Ai posti di blocco si appostano i Macrofagi che fagocitano i batteri intrusi e i Natural Kil- ler (NK) il cui scopo è quello di uccidere i virus. Lungo la frontiera pattugliano le diverse Citochine: – le interleuchine IL-1 e IL-6 inducono l’infiammazione in risposta ad una pos- sibile infezione batterica con conseguente febbre. – gli interferoni Alfa e Beta inducono una resistenza all’infezione virale bloc- candone la replicazione all’interno della cellula invasa. – il Tnf-Alfa (Tumor necrosis factor-Alfa) capace di indurre la morte cellulare programmata così come l’infiammazione e l’inibizione della replicazione vi- rale. Il Tnf-Alfa che ha una forte azione pro-infiammatoria è responsabile dell’attivazione della febbre da parte dell’Ipotalamo. – alcune proteine presenti nel sangue e sulle superficie cellulari, (Comple- mento) che formeranno un complesso di replicazione che si inserisce nelle membrane cellulari.
Contemporaneamente alla difesa delle frontiere e all’attività dei posti di bloc- co entra in azione l’esercito. L’esercito ha come missione di difendere ed at- taccare, dispone di diversi corpi e mezzi specializzati che gli consentono di operare in modo coordinato sotto una linea di comando che agisce e prende le decisioni nell’interesse dell’intera nazione e dei suoi alleati.
Facendo riferimento alla stessa metafora; il sistema immunitario dispone di diverse linee di difesa, ognuna con truppe diverse. I Globuli bianchi detti an- che Leucociti hanno differenti reggimenti ed ognuno di questi ha una sua specificità e peculiarità.
Il reggimento più importante è quello dei Linfociti CD3 che incorpora tre corpi speciali: i Natural Killer-NK, i Linfociti B e i Linfociti T.
I Natural Killer-NK sono paragonabili alle teste di cuoio che naturalmente, hanno la missione di annientare ed uccidere le cellule infettate dai virus in modo intra-cellulare attaccando con dei blitz specifici.
I linfociti B attivano repentinamente le comunicazioni con la linea di comando attraverso il dispaccio di numerosi messaggeri chiamati Citochine (Interleu- chine-IL-6, gli interferoni Alfa e Beta, il Tnf-Alfa), che a loro volta attiveranno le truppe d’assalto (anticorpi IgA, IgM, IgG, IgD, IgE). Alcuni di questi anticor- pi entrano in azione subito dopo l’aggressione (IgM), altri entrano in azione successivamente (IgG) e potranno rimanere sul campo a tempo indetermina- to perché, avendo già combattuto quello specifico nemico, fanno tesoro della loro memoria e costituiscono un nuovo capitale difensivo per il sistema im- munitario. Al momento del ritiro delle prime truppe d’assalto (IgM), il conflitto verrà qualificato come “risolto” o “negativizzato”, gli IgG diventano depositari della memoria dell’assalto.
I linfociti T riconoscono il nemico come non uguale (non-self) alla proprie truppe e informeranno diversi reggimenti scelti e specifici (CD8 e CD4) per ogni tipo di nemico. Le truppe dei Linfociti T sono costituite da soldati estremamente specializzati aventi ruoli specifici, che vengono attivati unicamente in presenza di precise dinamiche belliche. I soldati di questo reparto speciale costituiscono la “Sot- to-Popolazione Linfocitaria”.
La Sotto-Popolazione Linfocitaria comprende: i Linfociti T CD3, i Linfociti T CD4 Thelper (Th), i Linfociti T CD5, i Linfociti T CD8, i Linfociti B CD19, i Lin- fociti Natural Killer-NK1, i NK2, i NK3, i Linfociti Th22, i Linfociti T8 Citotossici, i Linfociti T8 Soppressori, i Linfociti Th1, i Linfociti Th2, i Linfociti Th17, i Lin- fociti T attivati e i Linfociti Th9. Questi diversi attori del sistema immunitario fanno l’ oggetto del Test della Tipizzazione Linfocitaria (Fig. 1)
L’attenta analisi del referto metterà in luce quali truppe sono presenti sul campo e l’eventuale vulnerabilità dei diversi sistemi di difesa.
Fig.1. Referto del Test della Tipizzazione Linfocitaria. Le colonne nere sono i valori relativi al paziente. Le colonne colorate rappresentano i range normali.
Oltre l’importante ruolo che riveste il reggimento dei Linfociti CD3, l’esercito comprende e si avvale di ulteriori reggimenti. In tempo di pace, per mantene- re un buon equilibrio del potenziale di difesa, il numero di truppe nei diversi reggimenti deve rispettare un ordine di grandezza che va dai più numerosi ai meno numerosi: Neutrofili (40-70%), Linfociti (20-40%), Monociti (3-8%), Eo- sinofili (3%) e Basofili (1%). In una situazione di guerra gli ordini di grandezza si stravolgono fornendo così l’indicazione che sta succedendo qualcosa di anomalo. Ogni reggimento lotta contro un nemico specifico e dall’alterazione dei numeri di soldati in un determinato reggimento si può così risalire a quale
nemico ha violato le frontiere della nazione. Se il numero dei soldati aumenta nel reggimento dei Linfociti, questo fa sospettare un’eventuale invasione vira- le. Se il loro numero diminuisce potrà far sospettare uno stato di deficit im- munitario con una conseguente vulnerabilità o, più grave ancora, ad uno dei tanti quadri possibili di vera e propria immunodeficienza che notoriamente espongono il soggetto a gravi infezioni virali e fungine.
Così come l’esercito ha bisogno di accademie militari per formare i suoi sol- dati, i diversi componenti del sistema immunitario vengono principalmente forgiati in diversi organi (timo, midollo osseo, milza, linfonodi, fegato, intestino e tonsille). Purtroppo negli anni passati si usava asportare le tonsille privando l’organismo di una difesa importante.
Nessun esercito può sperare di operare in modo efficace e rapido senza gli adeguati rifornimenti. Per il sistema immunitario i principali sono: le Vitamine A, B6, B9, B12, C, D, E, K2, e i minerali Zinco, Rame, Selenio e Ferro. E’ di fondamentale importanza che questi rifornimenti possano essere caricati e poi trasportati fino ad utili destinazioni e che non vengano rubati o distrutti prima di arrivare a destinazione. Il sito di caricamento delle vitamine e dei mi- nerali si trova a livello della mucosa intestinale del tenue che si avvale di una membrana selettiva il cui compito è di lasciare entrare solo quelle sostanze utili al corpo.
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Fig.2. Acqua ad alto contenuto di minerali.
Gli agenti di trasformazione dei prodotti finali, come le vitamine, sono i com- ponenti della nostra flora batterica, prevalentemente i Bifidobatteri e Lattoba- cilli. Questi agenti a loro volta devono ricevere i loro pasti per avere l’energia per poter lavorare: sono le fibre solubili ad alto contenuto di 1-3 Beta-Glucano presenti nell’avena e nell’orzo. I preziosi rifornimenti nel nostro intestino pos- sono essere rubati e alterati dalla presenza di una flora intestinale patogena
costituita da batteri (Escherichia Coli, Streptococchi, Pseudomonas, Salmo- nella etc…) o da popolazioni fungine introdotte nell’organismo attraverso un alto consumo di lieviti, muffe oltre che di zuccheri che sostengono la popola- zione delle diverse Candide. Tutti questi organismi devono rimanere in nume- ro controllabile dai nostri agenti di trasformazione e carico, cioè i Bifidi e i Lat- tobacilli. Altre popolazioni come i parassiti (Ossiuri, Tenia, etc…) e Protozoi (Giarda, Ameba, Blastocistis Homnis, etc…) non devono proprio essere pre- senti.
I Bifidobatteri e i Lattobacilli intervengono attivamente a livello della mucosa intestinale e a livello delle Placche di Peyer (Fig. 3), (GALT- Gut Associated Lymphoid Tissue) vere e proprie centraline immunologiche situate nella sotto- mucosa dell’intestino tenue. E’ dunque imperativo, per una buona “Resilienza Immunologica”, godere di una sana ed equilibrata flora intestinale. In tutti i casi di squilibrio della flora intestinale, chiamata anche Disbiosi jntestinale, un Test della Funzionalità Intestinale fornirà le informazioni necessarie per poter ristabilire una flora intestinale equilibrata e l’assorbimento dei nutrienti.
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Fig. 3: Le Placche di Peyer (in verde) – centraline immunologiche situate tra le villosità dell’intestino tenue.
Oltre alla guerra visibile sul campo, ne esiste una più nascosta: è quella della giusta informazione e del contro-spionaggio che si oppongono alla propa- ganda menzognera e alla contro-informazione prodotta dallo spionaggio del
nemico. E’ la guerra degli Anti-Ossidanti che si oppongono ai dannosi e temu- ti Radicali Liberi. L’esercizio fisico troppo importante, il tabagismo, errate abitudini alimentari e la mancanza di sonno così come lo stress, richiedono tutti un aumento di atti- vità forzato dei Mitocondri con conseguente eccessiva produzione di radicali liberi. Questi ultimi, se presenti in quantità eccessiva alterano le strutture cel- lulari e il nostro DNA. La maggior difesa anti-radicali liberi, o meglio anti-ossidante, è costituita dal Glutatione, un enzima ubiquitario nel corpo e concentrato in maggior quantità nel fegato ove contribuisce anche alla detossificazione epatica. Altre difese anti-ossidanti sono: il Selenio, le Vitamine A, C ed E, i Carotenoidi e i Flavo- noidi contenuti nella frutta e nella verdura.
Inoltre più è grande la carica tossinica del corpo, più il fegato dovrà ricorrere ad antiossidanti per neutralizzarla esaurendo così le riserve, come si verifica nel tabagismo cronico e nella detossificazione polmonare da fuliggine e smog.
“L’alimentazione priva di frutta e verdura è la causa pri- maria del deficit del potenziale anti-ossidante”.
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Oltre alle proprie forze armate sono necessarie anche alleati che partecipano e rinforzano la strategia e la comunicazione della linea di comando. Si tratta degli ormoni presenti in dosi ottimali; il principale è quello prodotto dal timo, il Thymosin-Alfa-1 che ha grande effetto stimolante sull’immunità cellula-me- diata. Inoltre il DHEA, la Melatonina, il Cortisolo, l’ormone tiroideo T3, e l’Os- sitocina stimolano anch’essi l’immunità.
I diversi componenti del sistema immunitario devono agire di concerto e in modo armonioso. Questo concetto viene chiamato in termini immunologici “Self Tolerance”. Quando questa tolleranza tra i diversi componenti viene a mancare, possono nascere dei fenomeni di autoimmunità che potranno esse- re scoperti grazie ai marker specifici e al Test di Tipizzazione Linfocitaria. Al- cune delle malattie autoimmuni più diffuse sono: la Tiroidite di Hashimoto, il diabete di tipo 1 e in alcuni casi anche la fibromialgia.
Infine ma non di minore importanza, ogni esercito ha bisogno di una linea di comando creata con coscienza e a salvaguardia della vita umana e che sia galvanizzata da uno spirito positivo e motivata da un giusto scopo superiore. Per il corpo umano sono lo spirito, la psiche, le emozioni e l’energia che le lega tra di loro. “L’organismo umano è un sistema unificato ove salute, destino, carattere e mentalità sono inseparabili”(S.N. Lazarev) IL TEST PER VALUTARLA Per stabilire contro quale tipo di nemico l’esercito sta combattendo, si fa ap- pello ai radar e alle foto scattate dai satelliti. Un’attenta analisi dei dati rivele- rà quali specifiche truppe stanno combattendo sul campo di battaglia e quali sono presenti in eccesso o in deficit. Si potrà anche concludere qual’è lo sta- to in essere dell’esercito e l’eventuale vulnerabilità della nazione. Con questi dati, la linea di comando potrà instaurare la migliore strategia a favore della difesa contro lo specifico nemico, salvando così l’intera nazione.
Scrivere “Test delle Difese Immunitarie” sulla fiala invece di Covid-19- Adobe: 240_F_33597402-zCILz9…F4Tct.jpg
Il Test delle Difese Immunitarie, effettuato su sangue prelevato a digiuno, permette di valutare il potenziale di adattamento o il grado di non-adattamen- to del sistema immunitario all’evento clinico che il soggetto sta attraversando: la sua resistenza o al contrario la sua vulnerabilità immunologica. Questo test misura le quantità e le percentuali dei diversi linfociti presenti nel sangue. Il suo grande vantaggio è che è anche predittivo ovvero permette di stabilire se il soggetto ha un sistema immunitario debole che lo espone a ri- schio di infezioni, o se al contrario gode di un buona immunità che lo proteg- ge. Grazie a questo test vengono anche valutate quelle sostanze che sono ne- cessarie per una forte e pronta risposta immunitaria sostenibile per più tem- po. Inoltre, sono compresi anche i markers specifici che rivelano la presenza di un’infiammazione sistemica. Infine, viene valutata l’entità dello Stress Ossidativo, ossia l’entità del danno cellulare determinato da un eccesso di “radicali liberi”. Lo stress ossidativo si estrinseca sui componenti cellulari aggravando così la già critica condizione del soggetto in preda ad un possibile deficit immunitario o ad uno dei quadri più gravi ancora, che caratterizzano l’immunodeficienza. COSA LA SOSTIENE
– Una sana alimentazione in primis, in linea generale (nel rispetto delle carat- teristiche individuali) a base di acqua, verdure, frutta, frutta secca e semi, olii spremuti a freddo, proteine animali ma non latte e latticini, cereali senza glutine consumati a cena, fibre senza glutine, brodi d’osso, zuppe senza le- gumi, e spezie. Miele, Pappa Reale fresca e fave di cacao tostate. Digiuni in soggetti che possono sostenerli. Cucinare favorendo la cottura a temperatu- ra bassa, a vapore e il crudo. – Una buona difesa anti-ossidante. – Un buon equilibrio ormonale. – Un basso carico di tossine. – Rispettare i tre pasti: prima colazione, pranzo e cena consumati con la do- vuta calma. Assumere solamente proteine e verdura a colazione e a pran- zo, al contrario durante la cena consumare carboidrati e verdure. – Esercizio fisico all’aperto respirando aria pura. – Bagni, massaggi con oli naturali e cataplasmi, sauna, bagno turco. – Almeno 8 ore di sonno. – Concedersi momenti di silenzio e solitudine.
– Vivere secondo il proprio orologio biologico e in connessione con quello del- la natura.
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– Umidificare i locali con umidità pari almeno al 60% per sostenere l’idrata- zione delle mucose nasali e bronchiali. – Sanificare gli ambienti domestici e di lavoro vaporizzando oli essenziali di Timo, Origano e Ravintsara Aromatica. – Nutrirsi di arte, cultura, lettura, e musica. – Relazioni di coppia, famigliari e sociali armoniose, la presenza di un anima- le di compagnia, il ridere, la parola giusta, il coltivare i propri doni, il rispetto della vita, il sentimento di avere un futuro, fare penitenza, la capacità di perdonare, la pace dello spirito e l’apertura del cuore. La consapevolezza di far parte di un disegno superiore. In sostanza il sistema immunitario viene sostenuto da tutti quei fattori che difendono l’energia spirituale e la struttura dei campi energetici della persona e che la connettono con la sua origine.
COSA LA RENDE VULNERABILE
Le malattie croniche, che rendono il sistema immunitario sempre più vulnera- bile con l’avanzare della malattia nel tempo, costituiscono la “co-morbidità” che non permette all’organismo di difendersi con efficacia di fronte ad un agente patogeno potenzialmente letale. Le malattie croniche più comuni, tutte accomunate da uno stato di infiammazione cronica, sono quelle cardio-va- scolari (ipertensione, ictus, infarto), il diabete, le malattie croniche respiratorie (come la bronchite cronica ostruttiva e l’asma), l’obesità e le sue complican- ze, le malattie neuro-degenerative, le malattie auto-immuni e il cancro. Tutte queste malattie fanno parte delle cosiddette NCD (Non-Communicable Di- seases o Malattie Non Trasmissibili) e sono in crescita esponenziale in tutto il mondo. Le NCD sono delle malattie croniche che prima o poi sfociano in un evento acuto e sono la causa principale di morte. Rappresentano il 63 % del totale dei decessi e uccidono 36 milioni di persone ogni anno. Le previsioni sostengono la tesi che entro il 2030 questa percentuale salirà al 74%.
Un secondo fattore di indebolimento del sistema immunitario viene indotto dal calo generale e progressivo della produzione ormonale, che si verifica per tutti, dai 35 anni in poi ed è responsabile del progressivo invecchiamento psi- co-fisico. Ecco perché le persone cronicamente stressate e gli anziani sono più esposti e vulnerabili alle infezioni. Gli ormoni principali che, se deficitari, non sostengono più il sistema immunitario sono: – il Thymosin-Alfa-1 prodotto dalla ghiandola del timo: è un potente modulato- re e stimolatore della proliferazione dei Linfociti Natural Killer (NK) aventi specifiche azioni anti-virale. – il Cortisolo, il DHEA (Deidroepiandrosterone) prodotte dalle ghiandole sur- renali, – la Melatonina, prodotta dalla ghiandola pineale che sovente risulta deficita- ria, – l’ormone Tiroideo attivo T3 che agisce come modulatore della risposta im- munitaria celulla-mediata e specificatamente anche sulla proliferazione dei Linfociti Natural Killer (NK), ma non solo, – l’Ossitocina, detta anche ormone dell’amore, viene prodotta dall’ipotalamo e facilita l’elaborazione delle informazioni interpersonali e il cosiddetto “bon- ding” sociale e di coppia.
Il terzo elemento che indebolisce il sistema immunitario è costituito dei fattori legati allo stile di vita errato. Sono principalmente un’alimentazione sbagliata, la privazione del sonno, l’inquinamento, nonché lo stress cronico, spesso in- dotto dai conflitti personali, interpersonali, generazionali e transgenerazionali.
Più precisamente:
– Un’alimentazione povera di idratazione, frutta e verdura. Sono deleteri per il sistema immunitario i cibi ricchi di zucchero, l’eccesso di carboidrati, i ce- reali e farine con glutine, i grassi fritti trans e idrogenati, il latte così come il latticini ed i formaggi, i lieviti e le muffe, le lectine, i cibi di origine industriale, i coloranti, gli emulsionanti, i conservanti, i dolcificanti, le proteine animali lavorate, l’eccesso di alcol e le bevande fermentate come la birra. Abbuffar- si oltre il limite della sazietà. Cucinare ad alta temperatura e alla brace. – Un altro grado di stress ossidante con deficit della difesa antiossidante. – Uno squilibrio ormonale con deficit o eccessi ormonali. – Un’alta carica tossica. – Saltare i pasti, mangiucchiare durante la giornata, mangiare di notte, man- giare di fretta e masticare sommariamente. Consumare zuccheri e carboi- drati la mattina e a pranzo, consumare proteine a cena. – Sedentarietà.
– Aria inquinata, particelle fini pm10 e pm 2,5.
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– La presenza di campi magnetici non naturali. – Dipendenze da alcol, vino, caffè, the, droghe, medicinali, psicofarmaci etc… – Mancanza di sonno. Mancanza di momenti per sé. – La vita accelerata contro il proprio orologio biologico e di quello della natura – Ambienti secchi con umidità sotto al 60%. – Scarsa igiene corporea. Mancata igiene della bocca, gengiviti e carie. – Ambienti malsani con presenza di muffe e polveri. – Mancanza di stimoli e nutrimento per lo spirito, la noia. – I conflitti personali e interpersonali, il risentimento, l’aggressività, la violen- za, l’invidia, la gelosia, la scarsa socializzazione, il sentimento di solitudine, la paura, l’ansia, la rabbia, la parola perversa, il sentimento di non avere un futuro, la non accettazione del proprio destino, il non rispetto della vita umana e animale, l’attaccamento, il tormento dello spirito, l’incapacità di perdonare, la chiusura del cuore. L’egoismo. In sostanza il sistema immuni- tario si trova ad essere indebolito quando viene intaccata l’energia spirituale e la struttura dei campi energetici della persona che, consapevolmente o in- consapevolmente, permette di essere slegata in qualche modo dalla sua origine.
COME RINFORZARLA “Il ripristino del potenziale immunitario non si ottiene in poco tempo. E’ possibile stimolarlo in modo importante ma questa azione dovrà neces- sariamente essere seguita da una modificazione dello stile di vita e il paziente dovrà rendersi conto che lo stato nel quale si trova ora è il ri- sultato di anni di squilibrio metabolico ed energetico. Qui la partecipa- zione del paziente è una condizione sine qua non.”
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Risulta necessario che , dopo un periodo di convalescenza, vengano subito messe in atto le diverse possibili azioni per recuperare uno stato immunitario forte ed equilibrato. La malattia sarà l’occasione di prendere consapevolezza di quali fattori difen- dono o alterano l’energia spirituale e la struttura dei campi energetici della persona, che la connettono alla sua origine. In questo senso la malattia può essere uno dei sentieri per lo sviluppo spirituale, in quanto il corpo dipende dallo spirito.
Il risultato del Test delle Difese Immunitarie fornirà informazioni su quale tipo di germe ha aggredito l’organismo, quali sono i Globuli Bianchi che sono intervenuti e quali sono i Linfociti B e T che hanno risposto all’aggressione. Inoltre fornisce informazioni sulle forze e risorse disponibili. Infine definisce lo stato attuale della difesa anti-ossidante.
La prima azione da intraprendere per rinforzare il sistema immunitario dovrà essere rivolta alla correzione dei fattori di vita modificabili, cioè l’alimentazio- ne, il sonno e se è possibile, in una prima fase, il movimento che incoraggia la buona circolazione linfatica che come sappiamo trasporta numerosi linfoci- ti.
La seconda azione sarà quella di integrare quei nutrimenti che sostengono l’attività immunitaria e che possono essere risultati carenti. Questi sono le vi- tamine A, B6, B9, B12, C, D, E, K2, e i minerali: Zinco, Rame, Selenio e Fer- ro. Inoltre potrà essere necessario ricorrere alla Terapia Infusionale, che con- siste nella somministrazione di soluzioni e sostanze per via endovenosa so- prattutto in quei casi dove la terapia assunta per via orale non è sufficiente a colmare i deficit presenti. In questo caso si ricorrerà alla somministrazione
della “Soluzione Immunità” che contiene elettroliti, importanti anti-ossidanti come il Glutatione e la Vitamina C. Per ridurre ulteriormente l’infiammazione e fornire un’azione anti-ossidante, virostatica e antibatterica incisiva, si potrà ricorrere all’ Ossigeno-Ozono Te- rapia Sistemica. Durante la auto-emoinfusione, il medico preleva 200 cc di sangue venoso che viene poi unito con una miscela gassosa di ossigeno e ozono. Il sangue così ossigenato viene poi fatto fluire nell’organismo del pa- ziente. E’ stato dimostrato che l’ozono viene prodotto fisiologicamente dai no- stri Globuli Bianchi. Finora non è stato osservato alcun virus o batterio resi- stente all’ozono medicale. L’ozono uccide gli organismi parassitari per lisi cel- lulare attaccandone, con meccanismo ossidativo, le membrane protettive senza lasciare residui chimici. I virus vengono prima inattivati e poi fisicamen- te distrutti senza controindicazioni alcuna. La terza azione, che dovrà essere messa in atto contemporaneamente alle precedenti, sarà quella di ripristinare la buona funzione intestinale e riequili- brare la flora batterica commensale. Sarà importante considerare non solo l’alimentazione, la flora e il giusto apporto di beta-glucani, ma anche gli enzi- mi digestivi e l’innervazione neuro-vegetativa dell’intestino. Nei casi difficili potrà essere necessario un Test di Funzionalità Intestinale eseguito su tre campioni di feci e il Test delle Ipersensibilità / Intolleranze / Serologia Celiaca / Allergie alimentari. Nella maggior parte dei casi si ricorrerà al nostro programma 5R descritto nel mio articolo: La Funzionalità Intestinale e il Pro- gramma 5R. La quarta azione dovrà essere quella di fare appello a delle sostanze naturali presenti nel regno vegetale che riducono l’infiammazione sistemica e agli oli essenziali che hanno importante azione anti-settica. Alcuni dei rimedi naturali che riducono l’infiammazione e sostengono il sistema immunitario sono: La Curcuma, lo Zenzero, la Boswellia Serrata, la Spirulina Platensis, l’Unca- ria Tomentosa, l’Ashvwagandha, la Scuttelaria, il Reishi, il Maitake, l’Astraga- lo, la Bromelina, l’Aglio, e infine l’ Echinacea che non è propriamente un anti- infettivo ma stimola i macrofagi e stimola le interleuchine IL-10 che hanno azione anti-infiammatoria.
Sull’infiammazione silente intestinale agiscono in modo incisivo: Astragalus Membranaceus , Curcuma Longa L., Salix Alba L., Magnesio bisglicinato, L- Glutamina, Cordyceps Sinensis Sporoforo, Boswellia Serrata, Uncaria To- mentosa, Quercitina, Glicina, L-Lisina, e lo Zinco.
Nel regno vegetale sono gli oli essenziali che offrono una azione incisiva anti- virale e anti-batterica. Nello specifico: gli oli essenziali di Ravintsara Aromati- ca, Thymus Thuyanoliferum, Thymus Vulgaris Linaloniferum, Origanum Mar-
jorana dei Giardini, Eucaliptus Globulus, Eucalyptus Radiata, Rosmarinus Pyramidalis, Santureja Montana Carvacrolifera, Elletteria Cardamomum.
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Fig. 9. Olio essenziale di Ravintsara Aromatica ad alta azione anti-settica.
Per le infezioni fungine e più specificatamente da candida, sono utili i se- guenti oli essenziali: Oli essenziali di Thymus Vulgaris, Thymus Serpyllum, Santureja Montana, Origanum volgare, Cinnamomun Zeylaticum, Cymbopo- gon Martini, Eugenia Caryophillus, Laurus Noblis Foglie, Melaleuca Alterni- floglia Foglie, Melaleuca Viridiflora Foglie, Pelargonium Graveolens e Euca- lyptus Citriodora.
Una volta realizzate tutte queste azioni, si potrà procedere con un Test Or- monale Uomo o Donna su sangue e urine per stabilire se il soggetto ha dei deficit o eccessi ormonali che contribuiscono all’indebolimento del sistema immunitario. In caso di squilibri si potrà ricorrere alla Terapia Ormonale con Ormoni Bio-Identici (BHRT). “L’individuo nel corso della propria vita non dovrebbe attingere in modo smisurato al suo sistema immunitario che di conseguenza mano a mano si indebolirà sempre di più, ma dovrebbe prendersi cura di sé e dare maggior importanza al suo spirito. Così facendo corregge anche la propria struttura energetica. Con questa accortezza non dovrà sostene- re le guerre contro i microrganismi che approfittano delle sue mancanze per invaderlo.”
PER SAPERNE DI PIU’
IL TEST DELLE DIFESE IMMUNITARIE
Le indicazioni per questo test sono: – valutazione della vulnerabilità del sistema immunitario – infezioni da virus, batteri, parassiti o miceti – infezioni virali croniche – riattivazioni virali – stati di convalescenza dopo un’infezione – stati di stanchezza cronica – stati di stress cronico – stati infiammatori cronici e acuti – malattie auto-immuni – neoplasie e malattie ematologiche – schemi terapeutici con medicinali che possono interferire nella risposta im- munitaria.
Quando ripetuto periodicamente, il test costituisce anche uno strumento di controllo dell’andamento della terapia e della risposta immunitaria positiva o non dell’individuo.
Il Test delle Difese Immunitarie comprende: l’emocromo, la Tipizzazione Lin- focitaria, i co-fattori che sostengono l’immunità, gli indici della difesa anti-os- sidante, gli indici dell’infiammazione, i marker dell’autoimmunità e i marker dello stress ossidativo. – L’ EMOCROMO E’ un test di routine, che già fornisce un orientamento sull’attività delle cellule del sistema immunitario. Effettuato su sangue prelevato a digiuno valuta an- che la presenza e la concentrazione dei Globuli Bianchi: Neutrofili, Linfociti, Monociti, Eosinofili e Basofili. – Neutrofili: Cellule presenti nel sangue che si spostano verso il sito d’infe- zione e attaccano i batteri fagocitandoli e degradando i residui con enzimi di degradazione presenti nel loro citoplasma. Sono i neutrofili che sono pre- senti maggiormente nel pus. I neutrofili vengono stimolati dall’Interferone- Gamma e dal Tnf-Alfa. i Neutrofili aumentano nelle infezioni virali, batteriche
e da miceti. Il loro numero aumenta nelle necrosi dei tessuti che seguono i traumi e le scottature e gli infarti del miocardio. Aumentano nel tabagismo cronico e nelle situazioni di stress cronico così come nell’esercizio fisico so- stenuto ed eccessivo. Altre forme nelle quali i Neutrofili aumentano sono: la leucemia cronica, reazioni avverse ai medicinali (per esempio all’Ibuprofe- ne), malattie auto-immuni, metastasi ossee, alcune forme di anemia e du- rante la chemioterapia. – Linfociti: Piccole cellule molto mobili e presenti nel sangue. Vengono chiamati Linfociti perché sono presenti anche nei tessuti linfoidi e circolano nella linfa, nelle mucose e negli organi linfoidi come il midollo osseo, il timo, la milza, i linfonodi, e il tessuto linfoide associato alle mucose (MALT, Plac- che di Peyer, appendice cecale, e altri raggruppamenti linfoidi sparsi nelle mucose). Possono extravasare e migrare attraverso il tessuto connettivo lasso. I linfociti comprendono il linfociti B, i Linfociti T e i Natural Killer (NK). I linfociti aumentano nelle infezioni virali (per esempio: Epatite, Herpes, Ci- tomegalovirus, Varicella, Coronavirus, Virus Epstein-Barr). Aumentano in alcune infezioni batteriche come la Pertosse e la Tuberculosi. Aumentano anche in diverse forme di leucemia. Diminuiscono in caso di immunodefi- cienza e in alcune malattie auto-immuni, così come in alcune chemiotera- pie. Diminuiscono anche nei quadri di deficit ormonali. – Monociti: Cellule responsabili della fagocitosi di sostanze estranee. Come i Linfociti B e T, sono prodotti nel midollo osseo. I Monociti vengono reclutati attivamente nel sito infiammatorio dove si differenziano in Macrofagi. Au- mentano in caso di infezioni croniche come la Tuberculosi e le infezioni da miceti, nelle malattie del collagene come il Lupus Eritematoso, Scleroder- mia, Artrite Reumatoide, Vasculiti, nelle Endocarditi Batteriche, nelle Malat- tie infiammatorie del Colon (IBD) e in alcune Leucemie. – Eosinofili: Cellule prodotte dal midollo osseo e presenti negli infiltrati in- fiammatori delle reazioni tardive dell’ipersensibilità immediata, caratteristica questa delle allergie. Inoltre gli eosinofili intervengono nella difesa contro i parassiti intestinali come i vermi della classe degli elminti. Aumentano in caso di allergie, eczema e dermatiti, allergie a medicinali, parassitosi, asma, e processi infiammatori legati alla celiachia. – Basofili: cellule circolanti nel sangue prodotte dal midollo osseo che rila- sciano sostanze di mediazione per le risposte infiammatorie e allergiche. Aumentano nella Colite Ulcerosa, nell’Artrite Reumatoide Giovanile, nel Diabete, in alcuni squilibri ormonali e nelle allergie.
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Fig.10. Globuli Bianchi all’ interno del vaso sanguigno.
– LA TIPIZZAZIONE LINFOCITARIA
E’ un test su sangue che valuta le sotto-popolazioni dei diversi linfociti e per tale motivo consente di valutare la vulnerabilità del sistema immunitario. Inol- tre definisce con più chiarezza le linee di difesa che sono disponibili e quali sono deficitarie. Questo test e anche uno strumento che permette di scoprire eventuali deficit immunitari silenti, probabili malattie autoimmuni e neoplasie. Infine, il test, se ripetuto in modo periodico, permette di monitorare lo stato evolutivo delle malattie e come il paziente sta reagendo alle cure e al suo cambiamento di stile di vita. I linfociti sono le uniche cellule del sistema immunitario dotate di recettori specifici per i “non-self” rappresentati da: virus, batteri, miceti, parassiti e cel- lule tumorali. La sotto-popolazione comprende i seguenti parametri: Linfocitosi assoluta: viene espressa in numero di Linfociti per mm cubo. Il valore normale per l’adulto si situa tra i 1000 e 4000 / mm3. l’Iper-linfocitosi può essere acuta o cronica. Nell’adulto un aumento cronico che ha una dura- ta superiore ai tre mesi deve essere indagato. Il 50 % delle linfocitosi croni- che dell’adulto sono di origine tumorali.
Linfociti T CD3: Il CD3. Le lettere CD stanno per “Cluster Differentiation”, cioè quella specifica struttura proteica (cluster) transmembrana che attribui- sce la specificità di funzione ad un dato Linfocita, differenziandolo così da gli altri Linfociti. Il CD è un complesso proteico espresso sulla superficie di tutti i Linfociti T maturi ed è responsabile del segnale di transduzione da parte del recettore all’antigene del Linfocita T. Il CD3 contribuisce a generare l’attiva- zione dei Linfociti ed è anche responsabile del riconoscimento dei frammenti del “non-self” (virus, batteri, miceti, e cellule tumorali) in forma di peptide as- sociato al Complesso Maggiore di Istocompatibilità (MHC). Alcuni medicinali immunosoppressori agiscono per inibire il CD3. I Linfociti T CD3 diminuisco- no globalmente in caso di deficit di Zinco, Ferro e Vitamina A. Vedono il loro numero scendere quando vengono instaurate delle terapie con medicinali immunosoppressori, anticorpi monoclonali, radioterapie e terapie con cortiso- ne. Diminuiscono anche nei casi di stress acuti e Sindrome di Cushing ove nei due casi si assiste ad un aumento del cortisolo, infezioni virali avanzate da HIV, Linfomi e tumori solidi in stadi avanzati, cirrosi epatica, insufficienza renale e lupus. I Linfociti T CD3 aumentano nelle infezioni virali attive (EBV, CMV etc…), nel- le infezioni batteriche (sifilide, tubercolosi etc.) e parassitarie (toxoplasmosi, malaria etc…). Il loro numero può anche aumentare durante la gravidanza, nel tabagismo e nell’abuso di droghe. Linfociti T CD4 Thelper (Th): Il CD4 è una glicoproteina espressa nei Mo- nociti, Macrofagi, Cellule Dendritiche e nei Linfociti T-Helper (Th) che ha fun- zione di co-recettore limitato agli antigeni del MHC di classe II. Questo tipo di recettore è quello che si attiva nell’infezione da HIV. I Linfociti Helper sono così stati chiamati perché inviano segnali ad altri Linfociti. La funzione dei CD4 è di attivare, coordinare e dirigere le altre cellule del sistema immunita- rio. In qualche modo fanno parte della linea di comando dell’esercito e stimo- lano i CD8, i Linfociti B e i Macrofagi. I Linfociti Th reagiscono specificata- mente agli antigeni presentati dal MHCII. Quando i Linfociti T CD4 diminui- scono, il soggetto diventa molto vulnerabile. Il Virus dell’HIV colpisce eletti- vamente le cellule CD4. L’alterazione dei CD4 appare ben prima dei sintomi della malattia i quali in ultimo, si manifesteranno quando il numero dei CD4 sarà totalmente crollato. I Linfociti T CD4 si attivano, proliferano e si differen- ziano in seguito al riconoscimento dei peptidi antigienici extracellulari fissati su una molecola del MCH di classe II. I CD4 rilasciano diverse citochine che stimoleranno un’ulteriore sottopopolazione linfocitaria costituita dai Linfociti Th1 e Linfociti Th2. Una diminuzione del numero dei T4 può essere osservata nei casi di infezioni croniche da virus (EBV, CMV, HIV etc…) o in caso di terapia con immuno-
soppressori, radioterapia o terapia con cortisone. Un aumento dei T4 si verifi- ca in caso di infezioni di origine batterica, di malattie auto-immuni e di stati infiammatori cronici così come nell’asma. Linfociti T CD25 Treg: il CD25 o Recettore IL-2 della catena Alfa, è una pro- teina trasmembrana espressa dai linfociti T attivati, dai linfociti B attivati e dai Treg. Il CD25 si lega alla IL-2 la quale promuove la differenziazione e la pro- liferazione dei Linfociti T in cellule Memoria, inoltre promuove la proliferazione dei Treg, dei NK e dei Linfociti B così come la formazione degli anticorpi. Ini- biscono la risposta immunitaria con azione di contatto cellula-cellula. Inibi- scono i Linfociti THelper, i Linfociti T8 Citotossici e i Natural Killer (NK). Agi- scono sopprimendo la stimolazione immunitaria e mantengono dunque la tol- leranza verso il “Self”. I T-reg bassi favoriscono l’apparizione delle malattie auto-immunitarie che si scatenano contro il “Self”, cioè contro l’organismo stesso. I Treg hanno il ruolo di contrastare l’infiammazione di tipo Th1 per- ché, benché i Th1 agiscano elettivamente nelle infezioni virali e parassitarie endocellulari, la loro attività eccessiva favorisce le patologie autoimmuni or- gano-specifiche e le flogosi croniche. Un aumento dei T-reg sebbene espri- ma un segno di una buona tolleranza immunitaria, può talvolta essere legato ad un’infezione cronica anche focale o a dei processi tumorali. Infine un au- mento dei T-Reg si può verificare anche in caso di una terapia con cortisone a forte dosaggio.
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Fig. 11. Linfociti (in rosa) che riconoscono i frammenti “non-self” (in blu). Linfociti T CD8: Il CD8 è una glicoproteina transmembrana che ha funzione di co-recettore limitato agli antigeni del MHC di classe I. Si esprime sulla membrana dei linfociti T citotossici, sui Natural Killer (NK) e sulle cellule corti- cali del Timo. I CD8 rappresentano la risposta verso i virus e cellule tumorali e permettono il legame con l’antigene specifico con formazione del MHC I. In
sintesi i CD8 distruggono le cellule tumorali, le cellule infette da virus e inter- vengono nel rigetto dei trapianti. Linfociti B CD19: Il CD19 è una proteina espressa sulla superficie dei linfo- citi B e sulle Cellule Dendritiche. I Linfociti B CD19 maturano e si trasformano in plasmociti. Si collocano poi nei tessuti e saranno capaci di rispondere alla concentrazione di antigeni e di produrre anticorpi, mediando l’immunità umo- rale. Sono i Plasmociti collocati nelle mucose che secernano le IgA secretorie e altri anticorpi solubili. Negli stati normali i Plasmociti non sono presenti nel sangue né nella linfa. Essendo il CD19 responsabile dell’attivazione dei Lin- fociti B, il suo deficit è associato ad una sindrome di immunodeficienza con conseguente diminuzione degli anticorpi. Rapporto T4/T8: In condizioni normali il valore del rapporto deve situarsi tra 1,10 e 2,49. Il valore espresso in percentuale dei T4 deve dunque essere maggiore dei T8. E’ ormai comprovato che la semivita dei T8 e maggiore di quella dei T4. “L’inversione del rapporto T4/T8 è un marcatore dell’immuno-se- nescenza e dell’invecchiamento dell’organismo. Spesso questo stato di invecchiamento viene accompagnato da un quadro di in- fiammazione cronica e viene definito come “Inflamm-Aging”, spes- so presente nelle malattie croniche.” Un’inversione del rapporto T4/T8 può anche essere il testimone di una sub- dola infezione virale che progredisce causando una linfocitopenia T4 oppure può essere il testimone di una “Riattivazione Virale” da EBV, Herpes o CMV. Un aumento del rapporto T4/T8 può segnare un’attività auto-immune. Linfociti i Natural Killer-NK1(CD8-CD57): sono cellule del sistema immuni- tario innato che rispondono ad invasioni di virus e batteri intra-cellulari. In pra- tica uccidono le cellule infette. A differenza dei Linfociti B e T, i NK non pos- seggono recettori di superficie agli antigeni ma bensì dei recettori che pos- siedono un preciso codice genetico a livello del loro DNA così da poter distin- guere una cellula infetta da una sana. Possono essere identificati nel sangue tramite il CD56 e il CD16. Inoltre i NK producono Interferone-Gamma (INF- Gamma) che ha come compito quello di attivare i macrofagi che a loro volta distruggono i microbi fagocitandoli. L’ interferone Gamma (IFN-gamma) pro- dotto dai NK che si trovano nei linfonodi, può anche stimolare la differenzia- zione delle cellule Tnaive in Linfociti Th1. I recettori che inibiscono o stimola- no i NK sono di natura genetica e possono subire dei polimorfismi anche nel- lo stesso individuo. Inoltre la proliferazione delle NK viene stimolata dalle In-
terleuchine IL-12, IL15 e IL-18. Alcuni NK possono dunque reagire in modo diverso allo stesso virus. Le NK secernono una proteina chiamata “Perforina” che facilita l’entrata nel citozolo della cellula di una seconda proteina enzima- tica, la “Granzima”, che dà inizio al processo di apoptosi. Le NK vengono an- che usate nella terapia anti-tumorale. E’ facile predire che i soggetti che pre- sentano un deficit in NK saranno molto vulnerabili alle infezioni da virus. I vi- rus senza ostacoli, potranno sostituire il loro materiale genetico a quello della cellula e alterarne il DNA. In ultimo, replicandosi, creerà nuove cellule “infet- te”. I NK1 diminuiscono durante le infezioni da Borrelia, microrganismo che causa la Malattia di Lyme.
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Fig: 12. I Natural Killer (in blu) attaccano e uccidono i virus. NK2 (CD3+CD16): producono IFN-Gamma ma anche IL-5 che aumenta la produzione di IgA e IL-13. Quest’ultimo attiva i macrofagi nonché la produzio- ne di muco. Inoltre la IFN-Gamma stimola la differenziazione dei Linfociti Th1. Un aumento dei NK2 protegge da infezioni virali, batteriche, fungine e dai processi tumorali. NK3 (8CD3-CD16+CD56): producono il Fattore di Crescita Trasformante TGF-Beta, una citochina anti-infiammatoria ad azione immunosoppressiva che mantiene un’omeostasi immunologica e previene l’auto-immunità tramite la sua azione anti-proliferativa sui Linfociti B. Inoltre, il TGF-Beta inibisce le funzioni delle cellule NK e stimola la differenziazione dei Linfociti Th17 e Treg, mentre aumenta la produzione degli IgA e aumenta i fattori di angioge- nesi. Linfociti Th22: Linfociti Th17 così nominati per la loro produzione della Inter- leuchina IL-22. La IL-22 viene prodotta dai Linfociti Th17 a livello delle cellule epiteliali del tratto respiratorio, del tegumento, del tratto urogenitale e della
lingua. La IL-22 stimola la produzione delle Difensine-Beta, proteine che rie- scono ad inserirsi nelle membrane e inducono la formazione di pori con con- seguente morte per lisi della cellula. Aumentano la funzione di barriera a livel- lo dei bronchi, inoltre aiutano la sopravvivenza delle cellule epatiche. Un loro deficit incrementa la vulnerabilità alle infezioni del tratto respiratorio e uro- genitale. Linfociti T8 Citotossici (Cd57N): Sono i Linfociti del gruppo T8 che sono di- ventati “Effettori”. Intervengono contro i virus, i tumori e distruggono le cellule infettate in modo intra-cellulare. Producono citochine pro-infiammatorie come il Tnf-Alfa e l’ IFN- Gamma. Un valore diminuito evoca un deficit nella difesa anti-virale e anti-tumorale. Diminuiscono in caso di stress prolungato. Un au- mento dei T8 citotossici si osserva nelle infezioni virali, nelle leucemie e an- che nelle malattie autoimmuni. E’ comunque normale osservare l’aumento dei T8 Citotossici nei bambini, anche senza presenza di patologie. Questo è uno degli elementi che protegge i bambini dalle infezioni virali. Linfociti T8 Soppressori (8CD57P): Sono linfociti T regolatori, detti anche soppressori perché coinvolti nei processi di spegnimento della risposta im- munitaria. Contribuiscono così alla Tolleranza Immunologica, in particolare inducendo l’apoptosi dei linfociti attivati ed esprimendo il recettore per l’ inter- leuchine IL2 in maniera da sottrarlo ai linfociti Th1. Questa regolazione sop- pressiva è deficitaria nell’autoimmunità, mentre viene sfruttata a proprio van- taggio dai tumori per eludere il sistema immunitario. Rapporto T8c/T8s: Il rapporto T8 citotossici / T8 soppressori valuta il rappor- to attivazione attacco / soppressione del sistema immunitario. Linfociti Th1: intervengono elettivamente nelle infezioni virali e batteriche endocellulari. Inoltre combattono cellule in mutazione neoplasica. Producono prevalentemente le citochine IL-2, IL-12, IL-18, TNF-Alfa e IFN-Gamma, tutte volte a promuovere l’azione pro-infiammatoria, citotossica e proliferativa. L’eccesso della risposta dei Th1 predispone allo sviluppo di processi auto- immunitari. Inoltre bisogna osservare che i Th1 aumentano in situazioni di stress prolungato, confermando così l’effetto di ansia, paure, conflitti e quan- t’altro sul sistema immunitario e sulle patologie autoimmuni di tipo organo- specifiche, come avviene nella Tiroidite di Hashimoto o nel Morbo di Chron. La vaccinazione anti-tubercolare attiva i Linfociti Th1. Alcuni virus come l’Herpes, il Citomegalovirus e l’Epstein-Barr responsabile della Mononuclosi, hanno capacità di sintetizzare proteine simili all’IL-10 in grado di bloccare la differenziazione dei Th1. Ne consegue che la riduzione dei Th1 favorisce la popolazione dei Th2, con conseguente indebolimento del soggetto di fronte a
nuove aggressioni virali. E’ una situazione questa che predispone alla vulne- rabilità per infezioni virali e al fenomeno delle virosi croniche e delle “Riattiva- zioni Virali” – cioè le infezioni virali silenti che si rimanifestano in modo ricor- renti. Le riattivazioni virali da Herpes, CMV e Monocleosi possono sfociare in quadri clinici tra i più disparati. Come ad esempio la Sindrome di Stan- chezza Cronica, la Fibromialgia o ancora e non ultima la Sindrome delle Gambe senza Riposo. In questi casi si può stimolare la differenziazione in Th1 somministrando interleuchine della serie Th1 in dosi fisiologiche o Inter- leuchine della serie Th2 in dosi infinitesimali come avviene nella Micro-Immu- noterapia “Low-dose” descritta dai Dottori Maurice Jennaer e Bernard Mari- chal. Linfociti Th2: hanno azione elettiva nelle allergie e nelle infezioni da elminti. I Th2 producono prevalentemente le citochine IL-4, IL-5, IL-6, e IL-13, tutte volte ad indurre l’attività dei Linfociti B, degli Leucociti Eosinofili, dei Mastoci- sti, degli IgA, degli anticorpi, e del muco. Inoltre i Th2 producono l’ IL-10 che inibisce l’ IL-12 responsabile della differenziazione dei Th1. I Th2, grazie alla produzione delle loro specifiche citochine, hanno così un controllo sul nume- ro dei Th1. L’eccesso della risposta Th2 predispone al cancro, alla tubercolosi oltre che alle patologie autoimmuni di tipo sistemico, come avviene per esempio nel Lupus e nella Rettocolite Ulcerosa. Nei casi di stress prolungato aumentano anche i Th2. Equilibrio Th1/Th2: La predisposizione a sviluppare una risposta Th1 o Th2 dipende dall’imprinting ricevuto durante l’infanzia. L’ambiente rurale porta verso una risposta prevalentemente di tipo Th1 e l’ambiente cittadino porta verso una risposta prevalentemente di tipo Th2. L’INF-Gamma blocca la proli- ferazione dei Th2. Mentre, l’IL-4 e l‘IL-6 bloccano la proliferazione dei Th1. La linea di demarcazione non è sempre netta nella patologia. E di fatto si ve- rifica sovente che negli stadi precoci si formano degli anticorpi specifici per un dato organo. Un esempio: gli anti-TPO per la tiroide. Negli stadi più avan- zati della risposta immunologica si troveranno poi degli anticorpi specifici su altri organi anche se sono in fase asintomatica o addirittura anticorpi sistemi- ci come gli Anticorpi-Anti-Nucleo (ANA) e Anti-mitocondrio (AMA). Linfociti Th17: vengono così chiamati perché producono l’ IL-17, ma anche l’ IL-21 e l’ IL -22, tutte responsabili dell’aumento di produzione delle citochine pro-infiammatorie e delle chemochine. Le chemochine sono delle proteine esposte sul Glicocalice, struttura posta esternamente sulla membrana cellula- re e che fornisce punti di ancoraggio per i recettori. Il Glicocalice è presente sull’epitelio all’interno dei vasi sanguigni e sulle cellule che formano la Barrie- ra Intestinale. Le chemochine, liberate dall’aumento delle citochine pro-in-
fiammatorie IL-1 e Tnf-Alfa, favoriscono l’espressione delle Difensine volte a rallentare il rotolamento dei Globuli Bianchi all’interno del vaso. I Globuli Bianchi in questo modo possono meglio aderire all’endotelio del vaso ed es- sere in grado di iniziare la loro migrazione verso il sito di infezione, oltrepas- sando la parete del vaso. La diminuzione dei Th17 predispone ad infezioni batteriche e fungine come la Candida. Il loro aumento fornisce una buona protezione anti-microbica a livello delle barriere dell’epitelio e delle mucose, ma può anche essere associato all’infiammazione cronica, alle malattie auto- immuni come la Sclerosi Multipla, l’Artrite Reumatoide, la Malattia di Chron, la Psoriasi e il Diabete di Tipo-1.
Rapporto Linfociti T CD4 /CD25: è il rapporto THelper / Treg-IL-2. Rapporto Linfociti Th17/CD25: è il rapporto Linfociti Th17 / Treg-IL-2. Rapporto Linfociti Th22/CD25: è il rapporto Linfociti Th22 / Treg- IL-2. Linfociti T-attivati (CD+DR): Si tratta di Linfociti T4 recentemente attivati, in corso ad una differenziazione verso un Linfocita Thelper, verso un Linfocita Memoria o verso un Linfocita Tregolatore. Un aumento dei T-attivati evoca un processo piuttosto acuto di natura batterica, parassitario o fungino.
-I CO-FATTORI CHE SOSTENGONO L’IMMUNITA’
Nessun esercito può sperare di operare in modo efficace e rapido senza i giusti rifornimenti. I co-fattori principali del sistema immunitario sono: le Vi- tamine A, B6, B9, B12, C, D, E, K2, e i minerali Zinco, Rame, Selenio, Ferro e Magnesio. Il loro deficit rende il sistema immunitario più vulnerabile. Il loro tasso dipende in gran parte dai fattori di stile di vita. Vitamina A: oltre al suo importante ruolo anti-ossidante per la sua inibizione della perossidazione dei lipidi, interviene nella formazione morfologica, nella cheratizzazione, nella stratificazione, nella differenziazione e nella matura- zione funzionale delle cellule dell’epitelio. La Vit.A fa parte integrale del muco del tratto respiratorio e intestinale. Promuove la secrezione di mucina soste- nendo così l’immunità innata e interviene nella differenziazione e maturazione dei Macrofagi M2 che esprimono citochine anti-infiammatorie. L’ all-trans-Re- tinoic Acid (atRA), metabolita della Vitamina A, induce il tropismo dei Linfociti e modula la differenziazione dei Linfociti Thelper e delle Celulle Dendritiche.
Sono le Cellule Stellate del fegato e diversi tipi di cellule intestinali che sono capaci di trasformare la Vit.A /Retinolo in atRA. L’assorbimento della Vit.A av- viene a livello delle cellule epiteliali intestinali e si correla con la presenza del GALT (Gut Associated Lymphoid Tissue) di cui fanno parte anche le tonsille, le placche di Peyer e i diversi tessuti linfoidi posti lungo il tratto esofago-ga- stro-intestinale. Ricordiamo che il 70% delle cellule del sistema immunitario, tra cui i linfociti T e B si trovano lungo il tratto digerente. Tutte le disfunzioni e patologie epatiche e digestive si ripercuoteranno dunque sui tassi fisiologici della Vit.A. Per le malattie croniche NCD pensiamo alla Steatosi Epatica, che trova la sua origine nella resistenza all’insulina tipica della Sindrome Metabo- lica, e alla Disbiosi Intestinale che sono tra le disfunzioni silenti più diffuse. Anche se queste ultime sono sempre più comuni, non devono per questo es- sere considerate “normali” o peggio ancora “normali per l’età”. In caso di pro- cessi patologici più avanzati, i deficit in Vit.A si accentuano così come il con- seguente indebolimento delle linee di difesa immunitarie. Il tasso ottimale di Vit.A nel sangue è pari a 80µg/dL o 2,85 µmol/L. Il valore ottimale del Beta- carotene nel sangue è pari a 0,93 µmol/L. Vitamina B6: ha un ruolo anti-ossidante in quanto contrasta la glicazione che forma le Advanced Glycosilation End-products (AGE’s), e la lipossidazione che forma le Advanced Lipoxydation End-products (ALE’s). Senza questa azione protettiva, il DNA subirebbe gli effetti dannosi della glicazione e ver- rebbe alterata la capacità di trascrizione e replicazione del materiale geneti- co. Inoltre l’ossidazione degli acidi grassi indurrebbe un’alterazione della struttura della membrana cellulare. La Vit B6 viene assorbita dall’epitelio inte- stinale e passa nel sangue ove si lega all’albumina o all’emoglobina. La Vit. B6, nella sua forma attiva Piridossale-5-Fosfato (P5P), che interviene in si- nergia con la Vit.B12, è un elemento chiave nel Ciclo della Metilazione. Tra le altre funzioni, quest’ultimo contribuisce alla riparazione del DNA tramite la produzione dei gruppi metile. A livello del sistema immunitario, il deficit della Vit.B6, si ripercuote su diversi fattori: diminuisce l’espressione del Soppres- sore della segnalizzazione delle Citochine-1 (SOCS-1) che intervengono sul- le IL-2, IL-3 e INF-Gamma, aumenta l’espressione del fattore di trascrizione T-bet che stimola la linea dei Linfociti Th1, sopprime la differenziazione dei Linfociti T e diminuisce la secrezione dell’IL-2 e aumenta quella della IL-4. Nelle infezioni acute il livello della P5P è inversamente correlata con l’aumen- to della PCR. Il tasso ottimale della vitamina B6 nel sangue è pari a 16 µg/L. Vitamina B9: per soddisfare le quantità di Acido Folico necessario al suo me- tabolismo, l’uomo deve necessariamente attingere alle sue fonti alimentari in quanto non è capace di sintetizzare tale vitamina. Una seconda fonte impor- tante di Acido Folico è quella sintetizzata da parte dei batteri della flora inte-
stinale. I Folati sono necessari alla sintesi del DNA e del RNA. A livello immu- nitario la Vit. B9 sostiene la formazione dei Linfociti T (CD8) e dei Natural Kil- ler (NK) ed inoltra aumenta l’attività dei T-reg. Il valore ottimale dei Folati nel sangue è pari a 800 µg/L. Vitamina B12: L’enzima Metionina-sintasi, che dipende dalla Vit.B12 come co-fattore, risulta cruciale per la sintesi delle basi che costituiscono la struttu- ra del DNA e del RNA, incluse quelle necessarie alla replicazione delle cellule del sistema immunitario. La Vit.B12 sostiene la produzione dei Linfociti T8, il giusto rapporto CD4/CD8 e la proliferazione dei Natural Killer (NK). La Vit. B12 sostiene la formazione dei CD3, CD16, e CD57 i quali a loro volta so- stengono la formazione dei NK1 e NK2. Il valore ottimale della Vit.B12 nel sangue è pari a 700 µg/L. Vitamina C: oltre al suo importante ruolo come antiossidante nel controllo dei Radicali Liberi (ROS) in sinergia con la Vit.E e il Beta-carotene, la Vit.C, pro- tegge importanti enzimi anti-ossidanti: Catalase (CAT), Superossido Dismu- tase (SOD) e Glutatione (GSH) dall’attacco dei ROS. Interviene nell’assorbi- mento del ferro tramite la riduzione del Fe3+ in Fe+2, partecipa ai segnali di trasduzione, sostiene la sintesi ormonale, detossifica l’organismo dai metalli tossici attraverso la stimolazione del citocromo P450, partecipa alla sintesi e alla stabilità del collagene, contrasta la perossidazione dei lipidi (LPO) e infi- ne sostiene e stimola il sistema immunitario. La Vit.C sostiene e stimola sia l’immunità innata che quella adattativa. Si ac- cumula nei fagociti (neutrofili, monociti, macrofagi, mastocisti e cellule dendri- tiche) necessari per le diverse linee di difesa immunitaria e per la rimozione dei detriti cellulari. Sostiene i processi di chemiotassi, fagocitosi e in ultima analisi l’annientamento dei microrganismi. E’ anche necessaria per il proces- so d’apoptosi cellulare e per l’attività dei macrofagi. La Vit.C stimola la proli- ferazione e la differenziazione dei Linfociti B e T, tramite la sua azione di re- golazione genetica. Durante un’infezione acuta i livelli di Vit.C scendono dra- sticamente. Nel suo articolo pubblicato nel Giugno del 2017 intitolato Hydro- cortisone, Vitamin C, and Thiamine for the Treatment of Severe Sepsis and Septic Shock: A Retrospective Before-After Study, il Dr. Paul Marik MD, medi- co di terapia intensiva presso il Sentara Norfolk General Hospital in Virginia, dichiara che si è dimostrato molto positivo in caso di sepsi di somministrare ai pazienti per via endovenosa 200 mg di Tiamina (Vit.B1) ogni 12 ore, 1.500 mg di Vit.C ogni sei ore e 50 mg di idrocortisone ogni 6 ore per due giorni. La sua esperienza clinica ha dimostrato che il tasso di mortalità è così stato ri- dotta dal 40 % al 8,5 %. Nell’ articolo pubblicato dai Dottori Zhang Lei e Yun- hui Liu nel Journal of Medical Virology, 04/2020: “Potential interventions for Novel Coronavirus in China: A systematic review”, scrivono che “la Vita-
mina C supporta le funzioni immunitarie e protegge contro il Coronavirus”. Gli autori citano un articolo che conferma l’azione positiva della Vit.C nel soste- nere il sistema immunitario: Harri Hemilä,Vitamin C and SARS Coronavirus, in Journal of Antimicrobial Chemotherapy, Vol. 52, Issue 6, December 2003, pp 1049-1050. La somministrazione di Vit. C per via endovenosa come eseguita nella Tera- pia Infusionale, sotto forma del “Mayer’s Cocktail”, si è dimostrata anche mol- to utile nel trattamento delle Malattie Croniche (NCD) in quanto presentano tutte un alto tasso di stress ossidante e spesso un deficit della difesa immuni- taria. Il tasso ottimale di Vit.C nel sangue è pari a 1.300 µg/L. Vitamina D: inibisce la maturazione delle Celulle Dendritiche e la produzione delle loro citochine effettrici IL-12 e simultaneamente promuove la produzione della loro citochina inibitrice IL-10, di conseguenza regola lo sviluppo e l’attivi- tà dei Linfociti T. Geni dei Recettori-Vitamina D-mediati (VDR) includono la molecola anti-mi- crobica chiamata Catelicidina, una proteina prodotta dai granulociti neutrofili sulla base del segnale mediato dalle citochine infiammatorie. Gli stessi geni includono la Beta-defensina prodotta dalle cellule epiteliali del tratto respirato- rio, del tegumento, del tratto urogenitale e della lingua. La Vit.D inoltre protegge la barriera intestinale in quanto contribuisce a stabi- lizzare le Giunzioni Serrate (Tight Junctions) che legano le cellule intestinali tra loro, impedendo così l’induzione di risposte immunitarie aberranti dovute alla presenza di patogeni nella flora intestinale. A livello dei Monociti, la Vit.D aumenta la produzione di IL-1 e diminuisce la produzione delle citochine infiammatorie IL-6 e Tnf-Alfa. Infine agisce come meccanismo di feedback negativo sul sistema monocito-macrofago al fine di ridurre l’eccesso di flogosi nella fase tardiva dell’infiammazione. In quei sog- getti affetti da malattie croniche è comune ma non “normale” trovare dei tassi di Vit.D decisamene insufficienti che influiscono negativamente sul loro si- stema immunitario rendendoli ancora una volta vulnerabili. Il tasso ottimale di Vit.1,25-OH D nel sangue è pari a 80 ng/mL.

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Fig. 13. L’olio di fegato di merluzzo contiene le Vit.A, Vit.D, Vit E, iodio e acidi grassi Omega-3. Vitamina E: un tempo, le maestre a scuola distribuivano un cucchiaio di olio di fegato di merluzzo a tutti i bambini. Era la loro fonte di Vit A, Vit.D, Via.E , iodio e acidi grassi Omega-3. Queste sostanze sostenevano a meraviglia il loro sistema immunitario. Ai nostri giorni la grande maggioranza dei bambini mangia merende zuccherate che sostengono una disbiosi intestinale e inde- boliscono il loro sistema immunitario. La Vit.E è un potente antiossidante che protegge gli acidi grassi poli-insaturi (PUFA), compresi nella struttura delle membrane cellulari, dall’aggressione dai Radicali Liberi ROS e RNS. E’ coinvolta nella trasduzione dei segnali per la regolazione di diversi enzimi. Questa vitamina inibisce la Protein-Kinase-C (CPK) e di conseguenza inibisce l’aggregazione delle piastrine. Inoltre con- trasta la proliferazione dei Monociti, dei Macrofagi, dei Neutrofili e l’attività dei muscoli vascolari. Sotto l’azione della Vit.E, è stata osservata una diminuzio- ne della produzione del Radicale Libero Superossido (O2-) all’interno dei neutrofili e dei macrofagi. La Vit.E aumenta la proliferazione dei Linfociti B e T, i livelli delle IL-2 e diminuisce il livello dell’interleuchina IL-6 pro-infiamma- toria. Inoltre si osserva una diminuzione della produzione della PGE2 tramite l’inibizione della COX2. Infine la Vitamina E modula l’equilibrio tra Linfociti Th1 e Th2. Il tasso ottimale di Vit.E è pari a 45 µmol/L o 18 µg/ml.
Vitamina K2: Il gruppo delle diverse Vit.K è coinvolto nell’omeostasi della coagulazione e del calcio. La Vit.K2, che viene sintetizzata a livello intestinale in simbiosi con la flora intestinale, protegge dalle calcificazioni vascolari in quanto attiva la proteina GLa della Matrice che inibisce la precipitazione del calcio all’interno del vaso. La stessa vitamina K2 stimola l’attività degli osteo- blasti e inibisce l’attività degli osteoclasti, rinforza così la struttura delle ossa e rallenta il processo osteoporotico. Le Vitamine D e K2 agiscono in sinergia a livello del metabolismo osseo. Nel sistema immunitario si ipotizza che la Vit K2 agisca sulla proliferazione dei Linfociti T. Si osservano anche effetti immu- nosoppressivi della Vit.K2 in alcuni tumori e in talune malattie autoimmuni. I valori normali del gruppo delle vitamine K nel sangue oscilla tra 15 e 30 µg/ dL. Zinco Eritrocitario (Zn): è un componente essenziale per l’attivazione del sistema immunitario. Sostiene lo sviluppo e la funzione dei Neutrofili e dei Natural Killer (NK). Stimola l’attività dei macrofagi, i processi di fagocitosi, l’annientamento intracellulare e la produzione delle citochine. Inoltre sostiene la differenziazione e la funzione dei Linfociti T e B. Ha anche una valenza come co-fattore anti-ossidativo. Il livello ottimale di Zinco si situa tra 75 e 110 µg/dL. II rapporto Zinco / Rame ottimale è pari a 1. Rame (Cu): Oltre al suo ruolo di co-fattore nel sostenere la difesa antiossi- dante, interviene nella catena di trasporto degli elettroni a livello mitocondria- le. Il rame sostiene la produzione di IL-2 e la funzione dei Neutrofili. Il livello ottimale del Rame nel sangue si situa tra 70 e 140 µg/dL. Selenio (Se): ha delle spiccate proprietà anti-ossidanti in quanto è incorpora- to nelle Selenoproteine, le perossidi con forti proprietà anti-infiammatorie e le Deionidasi coinvolte nella produzione dell’ormone tiroideo T3 che accelera il metabolismo e dunque potenzia la difesa immunitaria. Inoltre il Se interviene nel Ciclo Redox del Glutatione dove agisce come co-fattore per l’enzima Glu- tatione-perossidasi (GPX) che permette la rigenerazione del Glutatione ridot- to in Glutatione ossidato. L’apporto di Selenio stimola la differenziazione e proliferazione dei Linfociti T e B. Il livello della GPX nel sangue si situa tra 40 e 76 UI/g Hb. Il livello di Selenio nel sangue si situa tra 77 e 118 µg/L. Ferro (Fe): E’ un elemento fondamentale della funzione mitocondriale. La maggior parte del ferro mitocondriale è destinato alla produzione di eme. Il ferro diventa così un componente dell’emoglobina, della mioglobina, dei cito- cromi, dei cluster Fe-S e delle sub-unità del complesso della catena di tra- sporto degli elettroni. Il ferro, a livello immunologico, agisce sulla proliferazio- ne e la maturazione dei Linfociti. Tramite la Lattoferrina e la Trasferrina, il
corpo ha la capacità di ridurre il ferro disponibile per la proliferazione dei bat- teri, dei parassiti e delle cellule tumorali. Il sistema immunitario, dunque, met- te in essere dei meccanismi batteriostatici basati sull’apporto di ferro, al fine di ridurre il suo consumo da parte dei batteri che ne hanno bisogno per la loro proliferazione. La normale sideremia si situa tra 65 e 156 µg/dL per gli uomi- ni e tra 50 e 170 µg/dL per le donne. Il livello normale della Ferritina, indicato- re della riserva in ferro, si situa tra 60 e 250 µg/L . INDICI DELLA DIFFESA ANTI-OSSIDANTE Glutatione: è il più potente anti-ossidante endogeno e può essere rigenerato grazie al Ciclo Redox del Glutatione, sostenuto dalla Riboflavina (Vit. B2), dal Selenio e dalla N-Acetyl-Cisteina (NAC) che fornisce la Cisteina necessaria. E’ stato osservato che l’apporto di NAC e Cisteina sostengono la formazione del Glutatione nei polmoni, migliora le condizioni dei soggetti affetti da Bron- co-Polmonite-Cronica-Ostruttiva (BPCO) che è considerata una delle Malattie Croniche NCD più comuni. Il Glutatione aumenta la proliferazione dei linfociti e dei Natutal Killer (NK). Il livello normale di Glutatione nel sangue si situa tra 778 e 1.520 µmol/L. Coenzima-Q10: o Ubiquinone, ha forte potere anti-ossidante in quanto ha un ruolo determinante nella catena respiratoria che si svolge nel mitocondrio. Al- cuni studi hanno dimostrato che, nei casi di infezione da HIV, la somministra- zione di Co-Q10 e Vit.B6 aumentano la proliferazione dei Linfociti T4 e il Rapporto T4/T8. Il livello normale del Co-Q10 si situa tra 0,85 e 2,80 µmol/L. – INDICI DELL’ INFIAMMAZIONE Proteina C-Reattiva (PCR): viene prodotta dalle cellule epatiche durante la fase acuta dell’infiammazione. La sua produzione viene indotta dall’IL-6 pro- dotta dai macrofagi, dalle cellule endoteliali e dai Linfociti T, così come la IL-1-Alfa e la IL-1-Beta prodotte dai macrofagi e dalle cellule dendritiche. La PCR è il marker di riferimento dell’infiammazione sistemica. Il PCR misurato nel sangue, quando è nella norma, deve essere inferiore a 1 mg/dL. Un test più preciso in grado di misurare quantità minori è il PCR-ultrasensibile (PCR- us) il cui valore normale si situa tra 5 e 10 mg/L. Il PCR sale in modo cronico nelle malattie cardio-vascolari ed è considerato come uno dei maggior fattori di rischio. La PCR si innalza nella maggior parte delle malattie croniche, nelle malattie autoimmuni, nella cellulite etc…Pare ovvio che il protrarsi di un’in- fiammazione cronica e silente, sollecita continuamente il sistema immunitario e finisce per indebolirlo.
VES: La velocità di eritrosedimentazione è un indice che rivela, o meno, la presenza di infiammazioni causate da infezioni, tumori e malattie autoimmu- ni. Il suo valore normale cambia e sale con l’età. Il valore tra i 20 e 49 anni oscilla tra 0 e 13 mm/h e il valore tra i 50 e 69 anni oscilla tra 0 e 28 mm/h. – MARKER AUTO-IMMUNITA’ Anticorpo Anti-Nucleo (ANA): è un marker che determina la presenza di un gruppo di auto-anticorpi che aderiscono ai componenti del nucleo cellulare. La loro presenza mette in evidenza che il corpo ha perso la sua “Self-Tole- rance” e che è dunque in atto una malattia autoimmune. Vengono considerati positivi titoli anticorpali ANA superiori a 1:40 (o a concentrazioni di 5 UI/mL). Titoli elevati > 1:160 (o a concentrazioni di 20 UI/mL ). Anticorpo Anti-Mitocondrio (AMA): è un marker che rileva la presenza di auto-anticorpi che si dirigono contro i mitocondri. E’ un test per patologie au- toimmuni, cirrosi biliare primaria, epatite cronica attiva, lupus, anemia perni- ciosa, artrite reumatoide, Morbo di Addison. Nei soggetti anziani può essere presente una debole positività cosiddetta “aspecifica”. Una titolazione di 1:20 è considerata “normale”. IgA: sono anticorpi sintetizzati dai Linfociti B soprattutto dal tessuto linfoide associato alle mucose (Mucous Associated Linfoid Tissue, MALT). Il loro nu- mero sale in caso di infezioni croniche, in caso di epatopatie croniche, in al- cuni mielomi e artriti reumatoidi. Il valore normale delle IgA oscilla tra 70 e 400 mg/dL. Nel deficit di IgA selettivo il livello di IgA è < 7 mg/dL con livelli normali di IgG e IgM. Si tratta della forma più frequente di immunodeficienza primaria. Molti pazienti sono asintomatici, ma alcuni sviluppano infezioni ri- correnti e patologie autoimmuni. – MARKER DELLO STRESS OSSIDATIVO Anticorpo Anti-LDL-Ossidati: è un marker per lo stress ossidativo che met- te in luce l’effetto dannoso dei radicali liberi sui lipidi circolanti. L’anti-LDL-os- sidato rappresenta quella frazione del Colesterolo che partecipa alla forma- zione della placca ateromasica. Infatti, con l’enzima Lp-PLA2 responsabile della liquefazione interna della placca e dunque del distacco di un trombo, l’Anti-LDL-ossidato è uno dei maggiori fattori di rischio cardio-vascolare. Il suo range va da 0 a 930 U/L, ma più basso è il suo valore, meglio è.
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D
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Fig.14. E’ il Colesterolo-LDL-Ossidato che contribuisce a formare la placca ateromasica all’ interno del vaso e non il Colesterolo stesso. Anticorpo 8OHdG: è un marker dello stress ossidativo e della carcinogene- si. Può essere presente nel DNA del nucleo cellulare e nel DNA mitocondriale ed è una delle manifestazioni dominanti a testimonianza di una lesione gene- tica molecolare indotta dallo stress ossidativo. Il valore ottimale del 8OHdG urinario deve essere inferiore a 28 µg/L. CPK: La Creatinchinasi interviene in tutti quei tessuti che richiedono un alto apporto di energia, come muscoli e cervello. Questo enzima esiste anche nella sua forma mitocondriale (MtCK) e viene spesso alterato da situazioni patologiche nelle quali è presente un forte stress ossidativo. Il valore ottimale della CPK oscilla tra 60 e 90 U/L. CONCLUSIONE Diversi organismi sollecitano diverse linee di difesa dell’organismo. Nel- lo specifico, il coronavirus SARS-CoV-2 può essere mortale per la sua capacità di stimolare una parte della risposta immunitaria innata chiama- ta “Inflammasoma” NLRP3. Quest’ultimo in modo incontrollabile, provo- ca una tempesta infiammatoria tramite il rilascio di citochine con un con- seguente danno severo e spesso irreversibile all’epitelio respiratorio. Una difesa immunitaria, che può contare su tutte le sue integre linee di difesa e il giusto apporto di nutrienti, così come uno stile di vita armo-
nioso, potrà far fronte all’invasione dei microrganismi. Il Test delle Difese Immunitarie evidenzia quegli specifici elementi che mettono a rischio l’individuo. Si tratta di uno strumento prezioso per monitorare gli effetti della terapia. Il profilo immunitario del soggetto a rischio per un’infezione virale, come lo può rivelare il test, è il seguente: IgA bassi, Linfociti T CD3 bassi, Lin- fociti T4 elettivamente bassi, Linfociti T8 bassi, Rapporto T4/T8 alto, Na- tural Killer (NK1 e NK2) bassi. Linfociti Th1 bassi. PCR alta, Anti-LDL alti, 8OHdG alto. La vulnerabilità aumenta in presenza di deficit delle di- verse vitamine e minerali che sostengono il sistema di difesa. I deficit ormonali dovuti allo stress cronico e all’avanzare dell’età aumentano ancora di più la vulnerabilità. Il quadro peggiora ulteriormente se viene sostenuto dai deficit e dall’infiammazione cronica indotta dalle malattie croniche (NCD) e da un errato stile di vita. Il test è prezioso anche per coloro che sono in convalescenza e che oltre ad una cura per contrasta- re l’invasore, necessitano di una cura personalizzata per cambiare il ter- reno che ha permesso all’infezione di svilupparsi. Esiste una unità tra corpo, struttura energetica e spirito. Le difese im- munitarie subiscono le disarmonie presenti in questo sistema auto-rego- lato.
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